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lunedì 12 dicembre 2011

RITORNO AL FUTURO


Per ingannare il tempo, in attesa di un'idea o anche solo di una faccia differente, meglio fare un passo indietro... che, se avessimo fatto bene I CONTI all'epoca dei fatti, e non IL BerNardi CONTO, ora sarebbe TEMPO di BILANCI, e non di BILANCIO RI-EQUILIBRATO causa DISSESTO.


                                                                                         Il Territorio, 21 ottobre 2010


Ei fu che il 20 ottobre 2010, in sede di approvazione di conto consuntivo, di tutto si parlò tranne che del BILANCIO, numeri alla mano. Maggioranza e opposizione preferirono fare il BILANCIO dei VENTANNI: il BerNardi CONTO. Da una parte l'amministrazione RECCHIA, difesa dall'allora capogruppo del PD, Antonio Bernardi, all'attacco sicuro del fatto suo, e forse di avere la vittoria in pugno; dall'altra l'amministrazione NARDI, con il SINDACO nella parte dell'accusa in difesa della serie “io speriamo che me la cavo”: in mezzo, alle botte, una città che a guardarla è rimasta la stessa, di sempre. La giuria, i cittadini, da lì a poco, nel maggio 2011, si sarebbe ritirata per decidere, nel segreto della cabina elettorale. Del DISSESTO, già allora oggettivo, ne riparlerà il nuovo consiglio comunale. Che il 19 settembre 2011 l'ha dichiarato, il DISSESTO. E tutto gli si può dire, agli INCREDIBILI – una normale famiglia sbarca IN COMUNE, il nuovo che avanza a destra, a sinistra e al centro, tranne che sia loro la colpa. Un'altra la colpa, di essere DIVERSI, ma UGUALI. Ci vorrebbe... una musica ribelle. Oppure PREGA PER NOI, Madonnina che "Cu tuttu ca sugnu orbu, la viu nera"(Leonardo Sciscia).




= C… A/Onto che mi passa.

lunedì 24 ottobre 2011

Annunciazione! Annunciazione!


D: “Alt! Chi siete? Cosa fate? Quanti siete?”
T: “All'incirca 40 mila Terracinesi alle prese con il CENSIMENTO...”
D: “Pagate DAZIO”.
 D: “Alt! Chi siete? Cosa fate? Quanti siete?”
T: “Sempre noi, quelli del 2001... ”
D: “AVANTI, il prossimo”.
T: “E noi?”
D: “FERMI UN TURNO, fate bene I CONTI, la prossima volta”.

D= doganiere, addetto alla Dogana: Ufficio dell'amministrazione dello Stato cui è affidato il controllo delle merci che entrano o escono dai propri confini, e la riscossione dei tributi stabiliti per tali merci ; T= terracinese, abitante del luogo.

Fine Anteprima

1, 2, 3... inizia LA CONTA, ufficiale.
Al via il 15° CENSIMENTO della popolazione e delle abitazioni effettuato dall'ISTAT ogni 10 anni, l'ultimo nel 2001: c'è tempo fino al 31 dicembre per PARTECIPARE. Rispondere è UN DOVERE, per legge: non sottrarti, compila il questionario arrivato per posta e poi restituiscilo presso un qualsiasi UFFICIO POSTALE o nei CENTRI di raccolta comunale. Oppure compila il questionario ON LINE, via WEB, e cestina quello cartaceo: ne basta uno, di questionario. A MARZO arriverà il conto, non la CUENTA quella che si chiede al RISTORANTE. Né si tratta della CONTA dei DANNI, CAUSA DISSESTO: è troppo presto. E allora di che SI TRATTA? Del FUTURO del PAESE: L'ITALIA di DOMANI parte da qui.

ATTENZION, CONCENTRAZION... se abiti a TERRACINA, rassegna(ti) stampa.
 


Rassegna stampa: quei conti ballerini


Per chi non avesse seguito la vicenda, è presto detto. In occasione del precedente CENSIMENTO, non si sa bene come e quando, al Comune di Terracina sbagliarono a fare i conti: 7000 residenze in meno. Una notizia che destò non pochi dubbi e sospetti: BOOM di residenze nel 2003-2004? chi sono? e da dove vengono?, le domande senza risposta. Il Sindaco smentì, a mezzo stampa, la notizia diffidando il  corrispondente colpevole di "procurato allarme". Poi vennero i dati dell'Istat a conferma della notizia  più 7000 residenze: la notizia era vera, "falsi" erano i dati in possesso del Comune. Restava da capire come e quando era successo, ma i giornali passarono ad occuparsi di altro: non si tirava un ragno dal buco. Finchè un bel giorno passò a Terracina, durante un convegno al Filosi, qualcuno che spiegò che il fattaccio risaliva al 2001 quando il Comune di Terracina sbagliò il censimento. La spiegazione UFFICIALE fu che "non tutti erano a casa il giorno del censimento".

Capirete bene che, dopo il FLOP del 2001 quando si son perse per strada 7000 mila residenze, anche TERRACINA vuole fare la sua parte, questa volta.

Per evitare la RES(S)A di NUMERI ballerini, tra smentite, rettifiche e conferme, causa ERROR in arrivo COMPUTER all'ultima moda: ALL IN ONE. Per scongiurare problemi di software, tanto cari di questi tempi, trovata una soluzione economica oltre che infallibile: il vecchio caro PALLOTTOLIERE. A COSTO ZERO il Comune ha chiesto in COMODATO D'USO da una scuola elementare una fornitura di PALLOTTOLIERI in legno con LAVAGNA e gessi. La notizia ha destato non pochi malumori e perplessità dalle parti di Piazza Municipio, ma ci hanno pensato i bambini a rasserenare gli animi: “tranquilli, anche con i pallottolieri si possono fare tanti giochi, OLTRE 1500.” A scanso di equivoci, di MANOMISSIONI, sono stati chiamati i bambini a tenere il corso “imparare a contare”.
A contare vi aiutate con il pallottoliere, mentre sulla lavagna portate il conto”, ha spiegato uno dei bambini interpellati. Lo stesso che a fine lezione ha confidato ai giornalisti di NUTRIRE grossi dubbi riguardo al successo dell'operazione... senza un ripasso delle TABELLINE.
Tutti a raccolta, dunque: la TERRACINA di domani parte da qui. In gioco c'è il futuro. E sentite, sentite, è nelle nostre mani. Allora prendete CARTA e PENNA e compilate il questionario che dalle parti di Piazza Municipio continuano a DARE I NUMERI.

Mammo', il gioco è bello quando dura poco..."
" Uffa, si fa per ridere... del resto mica fanno sul serio GLI INCREDIBILI, NO?"
 = P R


giovedì 21 luglio 2011

La volta buona, forse

Rita Alla


Il giorno della Prima
Tutti in piedi, entra la corte. No, il Sindaco e la giunta Procaccini. “Applausi”, a scena aperta. E un pubblico delle grandi occasioni assiste alla Prima uscita ufficiale: solo posti in piedi. Gli unici posti a sedere rimasti, esauriti platea e balconata, sono le poltrone, di casa. Che la seduta di consiglio la danno in diretta con commento prima, durante e dopo incluso nel pacchetto. Orologio alla mano, di marca svizzera segno dei tempi che cambiano, inizia con solo qualche minuto di ritardo, anche se in ritardo di qualche anno: dieci anni, per la precisione. Parte, per forza di cose che lo si dica o no, che lo si ammetta o meno, dal 2001, dalla sconfitta, al ballottaggio, del giudice Procaccini (il Padre), la vittoria di Nicola Procaccini: una lunga rincorsa. Una (ri)vincita costruita nel tempo, a mente fredda, senza lasciare nulla al caso. Programmato per vincere. No, nato con la camicia, bianca: una divisa, il segno distintivo. Due le occasioni perse, il 2001 e il blitz del 2006 strenuo tentativo di cambiare in corsa il cavallo da corsa. Anche allora Stefano Nardi la spuntò. La volta buona, il 2011: vietato sbagliare. Facile, fin troppo ovvio, che nel Nardi vs Procaccini del 2001 risieda la Madre, è proprio il caso di dire, di tutte le ragioni di una vittoria che vale una vita, di una famiglia. Se della città, se per la città, si vedrà. Quasi una “mission” da compiere: la Rinascita della città, dopo gli anni bui... 2001-2011: odissea nello spazio. Ora "si torna casa". Del resto la storia è maestra di vita: dopo il Medioevo, viene il Rinascimento, terracinese s'intende. E speriamo che, dopo la generazione dei Giotto, quello dell'O per capirci, che nella versione terracinese è diventata “la generazione di quelli che non sapevano fare nemmeno la O con il bicchiere”, i Leonardo e Donatello, Michelangelo e Raffello, Botticelli e Beato Angelico, etc.. si mettano d'impegno, e superino le prove. Di un percorso in salita, a metà tra una corsa ad ostacoli e un salto nel buio: no, non siamo a giochi senza frontiere. Ma a Terraci...landia, dove "niente, ma proprio niente, è come appare". Via, si parte e che la Madonna ci accompagni. 
“Mammo', tu di sto passo rischi la scomunica”, mi fa notare l'inguaribile guastafeste. Al che, visto che l'idea non è venuta a me, gli suggerisco una lettura, dal Blog del Sindaco: la Sacra Bibbia on-line in presa diretta dal Comune. Invece dei versetti, la ricerca è per comunicati e conferenze, stampa. Ma anche questa, come l'altra di Bibbia, è divisa in due libri: l'Antico testamento o Vecchia alleanza, prima della venuta del Figlio del Padre, e il Nuovo testamento o Nuova alleanza, dopo l'avvento del Figlio di Maria. Cicli e ricicli, più che corsi e ricorsi storici. Fatto sta che si respira un'area nuova, quasi un “vento nuovo”. L'hanno detto anche in televisione che si fa la rivoluzione, dolce però. Al che, l'opposizione si è messa tranquilla: se è la stessa che teorizzava Veltroni nel 2008, è un fuoco di paglia. Chiedete al Pd, se sono andati lontano. “Sì, lo so – risponderei al rimprovero del prof. dai banchi, se stessimo a scuola - sto andando fuori tema." Solo ai consigliere è permesso andare a ruota libera: chiamasi licenza poe(li)tica, quella cosa che ti consente quando stai parlando del nulla, che vuoi che ti dica uno il primo giorno di scuola se non programmi?, di parlare d'altro, a casaccio. Un po' come sparare nel mucchio, a chi tocca s'arroscia. Si salvi chi può, nessuno escluso: il bersaglio è mobile. Che cambiare idea è sintomo di intelligenza, mica d'altro. E se poi tutti sanno che “qualcuno era comunista”, veramente più di qualcuno era qualcos'altro, il QI (test quoziente intellettivo) raggiunge le stelle, dalle stalle alle stelle e viceversa . Che, mentre in aula fa l'ingresso ufficiale il bon ton, insieme all'arcobaleno di cravatte, i consiglieri vestiti di tutto punto si sforzano di parlare una nuova lingua: l'Inglese. Abbiamo un Gap da colmare, pure in fretta: “l'altra metà del cielo” presente tra il pubblico, le cosi dette “quote rosa” sulla bocca di tutti, non aspetta. E si avvia all'uscita, stanca di “parole, parole, parole, parole tra voi”. Una boccata d'aria fresca è quel che ci vuole. Il finale lo scriverà qualcun altro. Che "questo paese è troppo bello per andare via, speriamo bene... ”, sussurra il padre ad Ingrid andando via.

I piccoli dettagli
Ei fu il 18 giugno 2011 e se c'era il trucco, il giorno della prima non si vedeva. A fare la differenza, solo "piccoli dettagli”: un divano, due fiori e la sala d'attesa è servita; dove prima si fumava tanto... di cartello di divieto di fumo, attivo e passivo; una piantina del Comune (la guardo e la riguardo, non riesco a smettere: un colpo di fulmine) in caso di fuga, di notizie; un computer in aula e in prima fila la stampa; al posto di un Sindaco assente, un Sindaco presente, non solo a se stesso: fermo sul posto, carta e penna alla mano scrive, ascolta in silenzio e ribatte punto su punto, in replica. Eh già, “gli piace pensare di essere misurato sulle cose”, fatte e non dette. E quando inizierà non a dirle, ma a farle le cose, “le piccole cose”, troverà l'opposizione. Perché “bisogna che ci ricordiamo che questo impegno non è solo a fare grandi cose (e facciamole certo, se c'è possibile) ma è anche fare quotidianamente le piccole cose”*, quelle piccole cose che fanno la differenza tra il dire e il fare, tra il prima e il dopo. Ed in quel preciso momento, quando scatta l'applauso che "non volevi prendere", capirai che "il meglio deve ancora venire".

*Vittorio Bachelet, La fatica di tirare la carretta 

P.s. Strano a dirsi, non una lacrima, nemmeno di tristezza figurarsi di gioia, rigava il mio viso. Del pianto amaro non c'è traccia. Anzi. La fine di un incubo. Fuori di qui, da qui. Un sollievo non ritornare sui miei passi, affrettati. Di Notte, specialmente. Alla luce del sole, e non se ne parla più.

                                                                                                                .R

mercoledì 13 luglio 2011

Sveglia ragazze: non è un paese per noi

Rita Alla




«Il Campiello opera prima 2010 va... a Silvia Avallone». Che sale sul palco. E la prima cosa che fa «l'ineffabile Bruno Vespa», presentatore della serata, da cronista esperto e giornalista navigato, si complimenta con l'autrice, per il suo decolletè. Dopo tante puntate di Porta a Porta, «uso ad escort e a veline», l'occhio vuole la sua parte. Anche al “Campiello del decolletè”. Che è solo una di quelle piccole grandi storie quotidiane che hanno spinto Vittoria Franco, senatrice del Pd, a scrivere “Care ragazze”, un promemoria dei tanti passi fatti dalle donne per raggiungere la parità, e dei tanti ancora da fare. Perché «i diritti delle donne non sono stati dati per natura, ma rappresentano il frutto delle lotte di generazioni diverse. E soprattutto perché si possono ancora perdere». Così Vittoria Franco ha deciso di «raccontare a chi non sa. Ricordare a chi a dimenticato». E lasciare un promemoria che faccia il punto sulle conquiste, sui diritti acquisiti. In un momento delicato, dove quello che si chiede alle donne è di «stare sedute nude e mute sulla scena»: il “velinismo”, la materia di cui sono fatti i sogni di molte delle ventenni, oggi. Che «è schiavitù, forma di dominio dell'uomo sulla donna. É vero oggi le donne occupano la scena pubblica, ma solo quella delle immagini televisive. Che distorce e favorisce la mercificazione del corpo: “tangente”, “merce di scambio” e “oggetto dei desideri”». Non padrone del proprio destino, ma soggette a vivere di luce riflessa all'ombra di un uomo potente. E mentre gli uomini invecchiano sulla scena, per le donne alle prima ruga c'è già il pit-stop dal chirurgo estetico, perennemente a dieta schiave di una bilancia: «la donna conta se è bella, se si denuda, se vende il proprio corpo». Se «vi sembra di essere pari, scoprirete la discriminazione quando farete i conti con la realtà, allora capirete che la libertà e la parità in realtà è un'illusione ottica». Sulla carta, siamo tutti uguali. Ma «i diritti acquisiti non una volta per tutte, e non scontati, se non li difendiamo, non li coltiviamo possiamo perderli nuovamente. L'impossibilità di praticarli fino in fondo li rende lettera morta». A metà tra un viaggio indietro nel tempo e una chiamata alle armi, per tenera alta la guardia: perché «è violenza anche offendere la dignità di una donna». E per non ricordarsi delle donne solo il 25 novembre o l'8 marzo. Che non è una festa. Una nota stonata, l'assenza in platea delle ragazze a cui si rivolge la Franco. Dove siete, in quale mondo vivete. Che “non è un paese per donne”, questo. La condivisione tra uomo e donna, in un altro paese, un altro modello possibile.
Le conquiste sulla carta, lettera morta nella pratica
Quante sanno che: nel 1968 l’adulterio era ritenuto un reato punibile con il carcere; nel 1975 la donna era sotto la tutela del marito e non aveva neppure diritto all’eredità; nel 1956 il marito poteva esercitare il “potere correttivo”, cioè aveva il diritto di picchiare la moglie “se sbagliava secondo la morale comune”; nel 1974 è “approvato” il divorzio; nel 1978 l’aborto diventa legale, con la legge 194; nel 1981 viene abolito il delitto d’onore, che prevedeva una pena limitata per il maschio che uccideva la moglie “sorpresa in flagranza di adulterio”. L’omicidio del marito era punito però con l’ergastolo; nel 1950, la prima legge per la tutela del posto di lavoro per la lavoratrice-madre; nel 1963, quella che vietava il licenziamento in caso di matrimonio.

I numeri che danno la pesantezza dei fatti, della realtà
Nel mondo:
  • 135 milioni - le donne e le bambine che hanno subito mutilazioni genitali
  • 2 milioni - le bambine che ogni anno subiscono mutilazioni genitali
  • 80 - l’80% dei rifugiati e sfollati presenti nel mondo è rappresentato da donne sole o con i propri figli
  • Il femminicidio è la prima causa di morte delle donne in Europa e nel Mondo
In Italia:
  • 1 su 3 - una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, in Italia è stata vittima della violenza di un uomo
  • 29 % le donne uccise in Italia dal partner o dall’ex-partner tra ottobre e novembre 2010
  • 46% la percentuale delle donne che in Italia si rivolgono ai servizi e ai centri anti violenza in Italia
  • 96% la percentuale delle donne che in Italia subiscono violenza senza denunciare per paura di ritorsioni
  • 91% la percentuale degli stupri non denunciati in Italia
  • 8 su 10 donne malmenate, ustionate o minacciate con armi aggredite tra le mure domestiche
  • 70% - il numero dei casi in cui a ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner e il reato è reiterato
  • 24,8% - le violenze fatte da sconosciute
  • 75,2%- i casi di violenza in Italia in cui l'aggressore è un famigliare o un conoscente
  • 1 milione e 400 mila - le donne che in Italia hanno subito uno stupro prima dei 16 anni
  • 6.743.000 - le donne vittime di violenza fisica o sessuale in Italia (1 su 3 circa)
  • 1 milione e 100 mila - le donne in Italia vittime di stalking, cioè di atti persecutori
  • 1522 - il numero verde per chi è testimone o soggetto di violenza
  • 7,4% - le donne italiane che a pari livello guadagno il 17,4% in meno dei maschi
  • dal 10% al 24% - l'incremento medio del tasso di profitto di aziende-società con un amministratore donna o una maggioranza di donne in consiglio d'amministrazione
  • 98% - il numero delle donne a cui piace lavorare
  • 70% - il numero delle donne che dichiarano di faticare a conciliare famiglia e lavoro
I numeri che danno la pesantezza dei fatti, della realtà
Nel mondo:
  • 135 milioni - le donne e le bambine che hanno subito mutilazioni genitali
  • 2 milioni - le bambine che ogni anno subiscono mutilazioni genitali
  • 80 - l’80% dei rifugiati e sfollati presenti nel mondo è rappresentato da donne sole o con i propri figli
  • Il femminicidio è la prima causa di morte delle donne in Europa e nel Mondo
In Italia:
  • 1 su 3 - una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, in Italia è stata vittima della violenza di un uomo
  • 29 % le donne uccise in Italia dal partner o dall’ex-partner tra ottobre e novembre 2010
  • 46% la percentuale delle donne che in Italia si rivolgono ai servizi e ai centri anti violenza in Italia
  • 96% la percentuale delle donne che in Italia subiscono violenza senza denunciare per paura di ritorsioni
  • 91% la percentuale degli stupri non denunciati in Italia
  • 8 su 10 donne malmenate, ustionate o minacciate con armi aggredite tra le mure domestiche
  • 70% - il numero dei casi in cui a ottenere con la forza rapporti sessuali è il partner e il reato è reiterato
  • 24,8% - le violenze fatte da sconosciute
  • 75,2%- i casi di violenza in Italia in cui l'aggressore è un famigliare o un conoscente
  • 1 milione e 400 mila - le donne che in Italia hanno subito uno stupro prima dei 16 anni
  • 6.743.000 - le donne vittime di violenza fisica o sessuale in Italia (1 su 3 circa)
  • 1 milione e 100 mila - le donne in Italia vittime di stalking, cioè di atti persecutori
  • 1522 - il numero verde per chi è testimone o soggetto di violenza
  • 7,4% - le donne italiane che a pari livello guadagno il 17,4% in meno dei maschi
  • dal 10% al 24% - l'incremento medio del tasso di profitto di aziende-società con un amministratore donna o una maggioranza di donne in consiglio d'amministrazione
  • 98% - il numero delle donne a cui piace lavorare
  • 70% - il numero delle donne che dichiarano di faticare a conciliare famiglia e lavoro

"Il Tam" speciale sull'Omicidio Femiano

Ei fu il 9 dicembre 2010 credo, quando, e a pochi giorni dall'Omicidio  Femiano, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre di ogni anno , venne presentato il libro di Vittoria Franco: "Care ragazze., un promemoria..." sveglia che questo è un paese per noi - dicono loro - ma non pensato da noi. DiAdele Cambria (nella foto in alto, in basso a sinistra... vestita di verde) e le guerre quotidiane di una giornalista ribelle, ancora un altro libro tanto per esser chiari, ne parleremo un altro giorno. Di Festa, però. 

Lucciole per lanterne

Rita Alla

Che “non era un paese per donne" lo si sapeva abbondantemente. “Quote rosa” a parte, sulla bocca di tutti, non si muove una foglia: le pari opportunità sono un miraggio. Al massimo un argomento buono per tutte le stagioni che fa scattare l’applauso e nient’altro. Poi giri l’angolo, e pedala, pedala su quel che resta di una pista, anzi una corsia ciclabile visto che se sei fortunato, e il tuo angelo custode non è andato in ferie, arrivi direttamente in Ospedale senza passare dal via, una pubblicità colpisce nel segno. Lascia il segno, di un paese che normale non è. E complice il semaforo che segna rosso, guardo meglio. Che sicuramente ho preso “lucciole per lanterne”: «non è possibile- penso - oh, sì?». Se fosse vero, avrebbe dell’incredibile. Invece no: un’altra pubblicità che per far sapere ai più che dal 2 luglio iniziano i saldi, siccome la pubblicità è l’anima del commercio, non trova di meglio che "usare" le donne. Tre donne, per la precisione, che colte dall’abile occhio del fotografo mentre, con il volto coperto, di notte, sedute su un marciapiedi, si chiedono: “ma dove sono finiti gli uomini?” E dove se non in giro per negozi in cerca dell’affare: già, come ho fatto a non pensarci. Ed io che pensavo di aver visto delle “lucciole” prima di una retata. Eppure se fosse, sempre di clienti si tratta, o no? A tutelare il cliente che ha preso “lucciole per lanterne” in tempo di saldi ci pensa la guardia di finanza o i vigili urbani, alle “donne, “quote rosa” pardon o “Fattore D " non resterà che sperare in tempi migliori per fare dei “buoni affari”, visto che i saldi sono iniziati, ma in Malo modo.
Post scriptum : Se fosse una canzone sarebbe "quello che le donne non dicono" perché “cambia il vento, ma (per) noi no”. Se fossimo in Italia, e non nell’epicentro del Triangolo dei Bermuda dove oltre al quorum, è sparito pure il comitato “se non ora quando”. O forse la canzone era un’altra: "cambia il vento, cambia il tempo, fumo negli occhi..." . E dietro il mistero della scomparsa solo una montagna di capelli… ricci, ma sono quelli di Angelo Branduardi, non della Mannoia: colpa delle “lanterne al posto delle lu(c)ci(ole) sui marciapiedi”. Il che svelerebbe il qui pro quo, di un paese che però normale non è. Se in un altro paese, che dista 100 km da Terracina, sono bastate due gambe a sollevare stupore e sconcerto per un’altra pubblicità. Giudicata tanto offensiva che il comitato “se non ora quando” ha chiesto il ritiro della campagna pubblicitaria scelta per la Festa dell’Unità di Roma in cui “una ragazza tiene a bada la sua gonna corta, che rischia di sollevarsi per il vento”. E nel caso romano, c’era pure la citazione in quanto “la minigonna del manifesto non rappresenta affatto – la replica di chi quell’immagine l’ha scelta - lo stereotipo femminile della donna-oggetto, ma è anzi il simbolo di una rivoluzione di 40 anni fa, quella femminista, che ha reso le donne più libere e padrone del proprio corpo. La stessa ventata di cambiamento che avviene oggi nel nostro paese”. Da queste parti, nemmeno l’ombra di una citazione a dare ragione di una pubblicità che definire offensiva è dir poco. Uomini, in prima fila. Che “se non ora quando” chiedere il ritiro della campagna, invece di riempirsi la bocca di “quote rosa” ? Contegno, anzi decoro.
                                                                                                                                                  .R
Ei fu il 2 luglio 2011